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La  trascrizione inversa è la traduzione italiana del testo americano "The Order Other” di David Mist, edito per la prima volta nel 1963, che creò grande scalpore nella società perbenistica e consumistica dell’epoca. E’ preceduto da una lunga intervista ‘strappata’ all’autore da un giornalista letterario pochi mesi dopo la pubblicazione. Definire la trascrizione inversa è complesso, esso è un testo sulla condizione umana, che non ha perso di attualità negli anni, poiché dibatte questioni essenziali. Entrando nello spirito del libro, già questa premessa sarebbe comunque stata rifiutata dall’autore poiché è obiettivo del testo sfuggire ad ogni classificazione.  Potrebbe essere definito un testo di liberazione dell’uomo, secondo molta saggistica orientale, ma l’autore vi afferma che non è necessario liberarsi da alcunché. L’unica affermazione che è possibile fare è che esso toglie ogni alibi all’uomo e lo pone di fronte a sé stesso, attraverso un percorso spesso sgradevole ma rigoroso, che così si conclude attraverso le parole stesse di David Mist, che suonano come auspicio:

“…….Così come è bloccato ed incantato questo libro se lo usate come un trattato perché non è con la mente che dissolveremo i miti dalla mente. Ma questo, vi ricordo, non è un trattato, è solo un canto e al canto non interessa il senso delle sue parole, né alcuna coerenza. Le sue parole non hanno il potere né di porre fine a qualcosa, né di costruire convinzioni. Sono solo i vostri attrezzi, sono la vanga e il piccone con cui rivoltate le vostre dure zolle rinnovando la grazia del mondo. E quando questa sarà finalmente tratta fuori, quanto avete letto in queste pagine vi sembrerà superato ed inutile, addirittura falso. Il libro sarà stato perso, dimenticato da qualche parte, come se niente di quello che è scritto fosse parte di voi. In un solo istante tutto sarà bruciato e dissolto da una dilagante, inarrestabile certezza che spazza via tutto.

In ogni vostra cellula, da ogni vostra cellula. “    
















Fino a quando esiterà il mondo è un breve romanzo autobiografico che tratta il tema della costruzione della felicità nella vita. Attraverso le prime esperienze infantili, si strutturano in noi quei meccanismi di fiducia o sfiducia nella realizzazione del nostro personale progetto di felicità che ci condurranno per tutta l’esistenza, porgendoci le risorse per fare fronte agli eventi spesso complessi o dolorosi che si presentano negli anni. La fiducia in un misterioso progresso, in un trionfante, benigno complotto della vita in grado di guidarci attraverso scenari al momento sconosciuti o inintelligibili è il significato profondo di questo racconto. L’addestramento all’attesa, all’ascolto delle nostre intime sensazioni e alla loro sacralità di questo spazio, alla compassione verso sé stessi e gli altri apre la strada nel bambino alla percezione della sintonia fra sé stesso e  il mondo, ovvero alla realizzazione della  personale felicità nella vita.

Questo libro è dedicato a tutti i genitori, agli occhi e l’animo con cui guardano i piccoli e semplici mondi dei loro figli.  

 
 
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